26 Giugno 2009...10:40 PM

Percezioni Alcoliche

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Come promesso nel post precedente, il racconto erotico in cui volevo cimentarmi è pronto. Per motivi che credo capirete non è possibile postarlo qui, ma comunque ho deciso di renderlo disponibile, in formato .pdf (dovrete aspettare 15 secondi essendo un servizio gratuito prima di poterlo scaricare) a questo LINK (NOTA: IL CONTENUTO è RISERVATO A PERSONE MAGGIORENNI. CHIUNQUE ACCEDA A TALE CONTENUTO SENZA RISPETTARE TALE RESTRIZIONE LO FA SOTTO LA PROPRIA RESPONSABILITA’, E NON è AUTORIZZATO DALL’AUTORE).

Vorrei avere, se vi fosse possibile, una vostra visione di quanto scritto, un qualcosa che mi aiuti a capire quanto distante siano le mie percezioni del mondo femminile (in particolare del piacere) rispetto a quanto realmente accade. Se volete altri spunti vi segnalo il blog di Sophieboop .  nella sezione racconti troverete ottimi lavori.

Premesso questo, arriviamo al titolo dell’articolo. Tale titolo  è stato “concepito” durante una chiacchierata con la dottoressa M., naturopata e persona che continua a stupirmi per tenacia e testardaggine, in merito ad una “rieducazione alimentare” a cui mi sto sottoponendo da qualche giorno.

La strategia della “rieducazione” è basata sul consumo di cibi “semplici”, tendenzialmente non contenenti zuccheri aggiunti, frumento e latticini. Detta così sembra davvero una “zona zero”, ovvero un regime alimentare assolutamente minimo… Pensate solo di eliminare per qualche tempo  TUTTO QUANTO CONTENGA FRUMENTO.

Questi primi giorni di rieducazione in realtà sono passati abbastanza bene, lo spirito sembra sostenere le mancanze che la mente percepisce, i caffè non sono così amari. A tal proposito, scherzando sul fatto che il termine AMARO non mi soddisfa come dicitura, assieme alla dottoressa M. lo abbiamo ribattezzato caffè PURO (consumato così come prodotto)… potere della parola :-) .

Per prassi sono tenuto a redigere un diario alimentare (che spedisco via email con cadenza tri-settimanale, per comodità) in cui annoto quando e cosa mangio. Attraverso questo strumento, che avevo sottovalutato, ci si rende conto di quanto l’alimentazione possa essere monotona (almeno nel mio caso)  o ricca di componenti a volte sovrabbondanti.Altra cosa percepita con questo strumento è stata la “pigrizia alimentare” della mente, che se non obbligata, ci guida a scegliere “spesso” gli stessi prodotti, evitando di complicarsi la vita con alimenti che richiedonouna preparazione o una elaborazione anche minima. Ci si rende conto di essere proprio nella situazione mentale del “precotto e mangiato”!

Essendo quindi “obbligato” per qualche tempo (per ora 2 settimane) a rinunciare al frumento, ho scoperto esistere tutto un mondo di cereali “alternativi” a cui non avevo mai pensato (pur conoscendone l’esistenza). Il farro, il Kamut, la soia e il riso mi stanno dando parecchie soddisfazioni, soprattutto in termini di fantasia alimentare, cosa che fino ad ora non avevo mai osservato. Durante il colloquio preliminare per la conoscenza delle mie abitudini mi è stato chiesto se e con che frequenza consumo bevande alcoliche. Riflettendoci, prima di rispondere, mi sono reso conto che da qualche tempo a questa parte (non credo sia dovuto al solo periodo estivo), il mio “gradimento” per tali sostanze (vino, birra, superalcolici) sta letteralmente scemando, in virtù del fato che preferisco quella sobrietà che mi consente di dedicarmi con attenzione alle persone con cui sono, permettendomi di essere curioso e “lecitamente indagatore”, facendo loro domande e cercando di capire il loro punto di vista.  Ho avuto come la sensazione che l’alcol potesse “abbassare” la mia attenzione ne confronti del mondo che mi circonda, quell’attenzione in questo periodo così vivida e frizzante.

So che molti di voi non condivideranno queste mie parole, l’alcol è spesso un modo per “alleggerire”, spesso lo si usa per “rompere il ghiaccio”, oppure per “superare i momenti di imbarazzo”. A quanti sostengono questa teoria posso dire che in parte possono anche aver ragione (ovviamente ci si riferisce a quantità accettabili), ma personalmente ritengo sia molto stimolante “impegnarsi” nel cercare di conoscere le persone (con curiosità) in maniera sobria e presente, con quel pizzico di malizia che credo possa non mancare a ognuno di noi. A chi invece ama degustare il vino, che come una persona va “scoperto e indagato”, faccio i miei complimenti perchè ritengo che sia veramente un grande impegno anche il solo “frammentarne” il gusto nel nostro palato per riconoscerne le componenti.

E voi che rapporto avete con le vostre “percezioni alcoliche”?

Attendo , se possibile, commenti, punti e spunti di vista (carino come modo di dire no? :) )

un bacio a tutti, CIN CIN!

Gieffe

4 Commenti

  • secondo me l’alcol non è in contrasto con l’attenzione verso il mondo che ci circonda, fintanto che viene usato in maniera sana. Un bicchiere di vino o una birra credo non alterino un bel niente, bisogna poi, certo, conoscere i propri limiti… per me ad es il bicchiere dev’essere un mezzo bicchiere e infatti più di tale quantità, di solito, non consumo.
    Purtroppo tra i giovani e non solo, a volte è usato in altro modo, quasi come riempitivo del tempo a disposizione… se sto tre ore in un locale non posso non bere in continuazione e quindi le birre anzichè una diventano quattro e allora sì che si alterano le percezioni e, sono d’accordo con te, meglio evitare!
    Comunque variare l’alimentazione è una gran figata, ti fa scoprire di continuo sapori nuovi e quindi nuovi piaceri. Io per evitare di fare sempre le stesse cose (perchè magari mi dimentico le cose che mangiavo l’anno scorso) mi appunto le ricette che mi piacciono in un piccolo quadernino. Del tipo che oggi che non mi viene in mente cosa fare e rifarei uno stesso piatto che ho mangiato la scorsa settimana, allora guardo il quadernino e mi cade l’occhio su “insalata di gamberetti, surimi, peperoni verdi e rossi, cipolla cruda a tocchetti”… l’ho mangiata a Barcellona l’anno scorso poi l’ho replicata a casa due volte e in seguito dimenticata… era buonissima, devo rifarla!!! :-)

  • …domanda tecnica… per scaricare il racconto devo per forza registrarmi a easy share?

  • Ciao Giorgio,
    mi sono affiacciato solo stasera sul tuo blog e devo dirti che non è niente male.Apprezzo quello che scrivi e che ci vuoi trasmettere.
    Ma torniamo all’argomento alcol e, a tale proposito, vorrei citarti questa frase che mi è rimasta impressa:
    “In cielo non c’è vino, beviamolo in terra!”
    Non sono un grande bevitore mi definisco piuttosto un assaggiatore e nelle uscite in compagnia, non tiro indietro il bicchiere se qualcuno me lo vuole riempire.Certo, c’è un limite che non andrebbe mai superato, ma posso dirti che questo limite io lo varcato in un paio di occasioni. L’ultima volta è stato per il mio addio al celibato in terra di Romagna!Sarà stata l’occasione particolare o il farmi trascinare dagli eventi, comunque sia, ho preso una bella sbronza!!!
    Il lato brutto della questione è lo stare male!Smaltire l’alcol è un’impresa!La testa ti scoppia per non parlare del resto del corpo.Ci vuole un intero “day after” per riprendersi in modo accettabile e ciò che ti resta è qualche flash qua e là di quello che hai vissuto.
    Il lato bello della questione alcol è che, nel mio caso, il Fabio ubriaco è un tipo moolto socievole, con la lingua molto sciolta, che riesce comunque ad avere un certo auto-controllo.Diciamo che ho “deragliato”, ma sto proseguendo la mia folle corsa in una specie di terra di nessuno senza fare danni!
    La cosa più divertente è sentire i commenti di chi, da sobrio, ti stava vicino e in un certo senso ti apprezzava lo stesso anche in quello stato.
    Ora non vorrei far credere che sia uno spasso e tanto meno incitare alla bevuta sempre,comunque e dovunque! Ti dico solo che ci vuole testa soprattutto per me che “tengo famiglia!”
    Un ciao a presto, El Cristus.

  • E noi adoratori di bacco, lo preferiamo frizzante


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